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Vado della Rocca

 
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fdoncamillo
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MessaggioInviato: Gio Gen 03, 2013 9:08 am    Oggetto: Vado della Rocca Condividi su Facebook Rispondi citando

Ciao a tutti,
sapete darmi qualche informazione storica sull'intaglio stradale di Vado della Rocca?
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Amilcare
Aquila Reale
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MessaggioInviato: Gio Gen 03, 2013 1:11 pm    Oggetto: Condividi su Facebook Rispondi citando

Vado di Rocca è già stato trattato su questo sito (gurda a sinistra).
Comunque ne approfitto per dar modo a Francesco di riunire sotto un unico titolo quanto riguarda le strade, i ponti e gli acquedotti presenti nella zona.
Per quanto riguarda la tua richiesta, personalmente non ho trovato messuna notizia storica ma testimonanze di pastori confermavano che era un taglio nella roccia per il passaggio della strada che porta a Roccavivi.
In effetti, quando finalmente ho potuto, con Francesco ho ricercato la strada e raggiunto il taglio.
La strada è sicuramente di epoca romana e lo testimoniano i basoli che a tratti sono visibili lungo il percorso.
La cura con la quale è stata costruita e la sua larghezza la classificherebbero fra le strade molto importanti che sarebbero equivalenti alle nostre autostrade.
Questo fatto indica quanta importanza avessero nell'antichità i boschi, i pascoli e le transumanze.
Purtroppo, per tutto il prato e nel bosco intorno non ci sono tracce della frequentazione umana ma che questa sia stata molto consistente lo dimostrerebero, oltre la strada:
- La malridotta grandissima cisterna antica.
A vederla adesso ti piange il cuore: anche se quasi ricolma, si riconosceva per i grossi conci lavorati che la contornavano quasi completamente e la buca. anch'essa quasi del tutto ricolma, che a monte, raccoglieva e filtrava l'acqua piovana.
Finalmente qualcuno ha riconosciuto la sua importanza ed ha incominciato i sondaggi: l'ha svuotata e, in attesa, l'ha recintata.
Quasi contemporaneamente si scopre la "vocazione turistica" di Prato di Campoli: un'accozzaglia di gente che compera dai chioschetti le stesse cose che comprerebbe nei supermercati.
Con la frequentazione "turistica" sono spariti i pastori, le greggi, le mandrie il formaggio e le ricotte.
Sono spariti anche tutti i conci che contornavano la cisterna: l'ultima volta che sono andato, una ventina di giorni or sono, abbiamo costatato che non ce ne era rimasto nemmeno uno, c'erano, però le testimonianze dei benefici che porta il "turismo".
E se Francesco accluderà le foto.....

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Francesco
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MessaggioInviato: Gio Gen 03, 2013 5:13 pm    Oggetto: Condividi su Facebook Rispondi citando

Visto fdoncamillo? detto-fatto!!! Shocked
Amilcare è stato fulmineo ed esauriente come al solito... Very Happy
Quando si parla di testimonianze storiche riguardanti i Monti Ernici (e non solo) non ci sono segreti che tengano.... Shocked Very Happy

A proposito, anche se limitatamente a come raggiungerlo, di Vado della Rocca se ne è palato anche QUI Wink

Saluti,
Francesco

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Amilcare
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MessaggioInviato: Gio Gen 03, 2013 5:46 pm    Oggetto: Condividi su Facebook Rispondi citando

L'antica strada che attraversava Vado Di Rocca scendeva a Roccavivi e raccordava la valle del Liri alla valle del Sacco ed è come dire i boschi e i pascoli dell'Abbruzzo e degli Ernici a Roma e finchè restò in funzione era percorsa dalle carovane che portavano a Roma formaggi e carbone.
Da qui le numerose carbonare che tappezzano, per quanto ci riguarda, la zona di Prato di Campoli.
- Le carbonare, fino al dopoguerra, sono state una costante presenza importantissima dei nostri boschi: se, infatti, consideriamo i boschi come i pozzi di petrolio attuali dobbiamo considerare le carbonare come le moderne raffinerie.
Le carbonare di Prato di Campoli, quelle che insistono sull'antica strada che ho ricordato nell'intervento precedente, inoltre, raccontertebbero una storia:
Caduto l'Impero Romano, la crisi del commercio causò l'abbandono delle strade e nacquero, inoltre, nuove realtà politiche.
Nel nostro caso caso: la Contea i Sora e il libero comune di Veroli e fra queste due realtà ci saranno stati attriti tali da giustificare le carbonare costruite sulla strada per renderla impraticabile e i confini che sul crinale dividevano Sora e Veroli in maniera così radicale da restare, per secoli, confini fra due stati: Regno delle due Sicilie e Stato Vaticano.
Per quanto riguarda la strada si può dire che è tutta riconoscibile e tutto il percorso praticabile:
Dal piazzale dell'abbeveratoio punta dritta verso il Vado e si riconosce, specialmente d'estate, per la vegetazione che la ricopre, distinta da quella circostante; attraversato il prato, gira a destra, s'inoltra nel bosco e comincia a salire segnata, a tratti, dai basoli sconnessi che la pavimentavano.

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fdoncamillo
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MessaggioInviato: Mer Gen 09, 2013 8:58 am    Oggetto: Condividi su Facebook Rispondi citando

In che punto si trova la pavimentazione?? e la cisterna? non ho notato nessuna delle due!

La gente si è portata via i conci??
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Amilcare
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MessaggioInviato: Mer Gen 09, 2013 5:52 pm    Oggetto: Condividi su Facebook Rispondi citando

La cisterna:
Arrivati, dove la strada rimpiana, a destra c'è un bivio.
Già dalla strada si nota, a destra, ore due, la recinsione che cinge "gli scavi".
La cisterna è quel grosso vascone che è stato svuotato.
Le grosse pietre lavorate che si trovavano sul bordo .....non ci sono più.

La pavimentazione:
Molto probabilmente tratti dell'antica pavimentazione si potrebbero trovare nella parte della strada antica che attraversava il prato.
Il basolato si trovava sicuramente nella salita perchè soggetta ad erosione, infatti è qui che si trovano i basoli, ma divelti.
Ho già scritto che la strada è stata resa volutamente impraticabile.

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fdoncamillo
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MessaggioInviato: Gio Gen 10, 2013 8:49 am    Oggetto: Condividi su Facebook Rispondi citando

Grazie per le preziose informazioni, oltre che colmare la mia curiosita mi saranno utili durante l'escursione che ho messo in calendario per la sezione.
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